Storia
L'Arciconfraternita del Santissimo Crocifisso ha sede nell'omonimo Oratorio che sorge nella piazza San Giacomo, nel quartiere di Villanova a Cagliari.
Fu fondata il 23 giugno del 1616 quando Petronilla Demontis, vedova Murgia, concesse la Cappella del Cristo della parrocchia di San Giacomo alla Confraternita perchè potesse costituirsi.
Suo scopo principale fu la devozione per il Crocifisso, inoltre contribuiva all'assistenza dei poveri, degli ammalati, moribondi e bisognosi e alla sepoltura dei miseri e degli abbandonati.
Si è sempre dedicata con grande impegno alla Via Crucis, durante la quale l'Arciconfraternita porta in processione le
statue di Giuseppe Antonio Lonis, scultore sardo vissuto nel '700.
Tra la fine del '600 e gli inizi del '700 l'Arciconfraternita godette di particolare prestigio;
in quell'epoca infatti vennero rinnovati alcuni arredi all'interno dell'Oratorio.
Tale prestigio distolse i confratelli dai veri fini dell'associazione tanto che, alla fine del '700, fu istituita una Commissione di probiviri, i cosiddetti “uomini onesti”, persone di provata onestà, investiti di poteri giudicanti sull'andamento dell'associazione, per controllare la frequenza dei confratelli alle funzioni sacre e alle processioni.
L'attività dell'Arciconfraternita si interruppe a fine '800, per poi riprendere dopo alcuni anni.
Da allora fino ad oggi, svolge le sue funzioni, avendo come momento culminante i riti della Quaresima e della Pasqua.
Oratorio del SS. Crocifisso
L'edificio venne fatto erigere dall'Arciconfraternita nel 1665, ma in una prima fase, dal 1667 al 1682, funzionò
come aula di riunione; mentre, a partire dal 1683, fu concessa anche la celebrazione liturgica al suo interno.
Questo fatto ebbe una notevole importanza, perchè era un privilegio non facile da ottenere.
Tra il 1700 e il 1725 fu capovolto l'ordine liturgico all'interno dell'oratorio, venne smantellato il vecchio altare e ne venne ordinato uno nuovo, più grande e maestoso, che fu realizzato in legno intagliato, dipinto e dorato, da un ebanista sardo.
Risale al '700 la maggior parte degli arredi.
L'edificio presenta una pianta ad aula rettangolare, voltata a botte con presbiterio sopraelevato.
Nel 1943 la nuova sagrestia fu distrutta dalle bombe e ricostruita nel 1954.
